• Simone Avsim

Sarri pre Napoli-Juventus: "Dobbiamo dare tutto quello che abbiamo"

Aggiornato il: giu 18


La conferenza stampa integrale di Maurizio Sarri pre Napoli-Juventus finale di Coppa Italia Coca-Cola, martedì 16 giugno 2020


Sarri: "Dal punto di vista dell'intensità in 5 giorni la condizione fisica non può cambiare completamente. Questo è un momento particolare, le partite sono particolari. Non c'è altro tipo di soluzione, diventano tutte partite difficilissime, difficilissima l'interpretazione dal punto di vista fisico, così come può diventare difficile dal punto di vista mentale, dopo questa lunga è atipica inattività. E fa parte della anormalità di questo periodo".

"Ho visto un Napoli che ha cercato nella fase iniziale della partita anche di andare a prendere alti gli avversari e poi non so se si è adeguato alle condizioni fisiche di questo momento o alle condizioni del risultato e ha cercato di aspettare gli avversari più bassi. Vediamo che tipo di atteggiamento avranno nella partita di domani, sarà una squadra difficile da affrontare perché quando si chiudono hanno una grande solidità e quando ripartono hanno una grande pericolosità. È una squadra che negli ultimi tempi ha vinto con l'Inter e con la Juventus, ha pareggiato con il Barcellona, quindi è una squadra che in certe partite sa esprimersi su alti livelli".

"Non è che nell'altra soluzione (con Higuain, ndr) diamo punti di riferimento, perché le posizioni che vengono assegnate sono per lo più difensive, poi nella fase offensiva i ragazzi hanno ampia libertà di movimenti. Noi non avendo in questo momento un attaccante centrale tipico non è che possiamo interpretare il ruolo da attaccante centrale tipico con giocatori che hanno caratteristiche diverse: stiamo provando tutte e due le soluzioni e poi vediamo domani con quale partire. Non è detto che quella con cui partiamo sarà quella con cui arriviamo". "Mi girano leggermente i coglioni quando sento dire che io in Italia non ho vinto niente, perché si parla di altissimi livelli ma io ho fatto 8 promozioni da una categoria all'altra e le ho fatte tutte sul campo, non ho saltato una categoria: ti parlo di promozione in Eccellenza, dall'Eccellenza alla D, dalla D alla C2, dalla C2 alla C1, in C1 non ci sono riuscito ma ho fatto playoff, una promozione dalla B alla A e sono andato sul campo in Coppa dei Campioni. Questo è poco visto da giornalisti abituati a parlare di Champions, però è un percorso difficile perché andare a prendere la promozione nelle categorie inferiori può sembrare semplice ma è difficilissimo. Quindi sono contento di averlo fatto. È chiaro che poi la voglia di andare a vincere trofei importanti c'è in tutti noi. In questi momenti il sentimento prevalente è quello di aiutare i giocatori a vincere un trofeo, cercare di vincere per la società, cercare di vincere per i tifosi. In questo momento non ho retro pensieri né sugli avversari che andiamo ad affrontare né su altre cose: mi sento pienamente proiettato su di noi in questo momento".

"La finale che avrei voluto è questa perché siamo in finale. Per il resto non mi importa nulla in questo momento. Sono concentrato su di noi non mi interessa del Napoli sono concentrato su di noi in maniera totale e spero con la giusta determinazione e cattiveria, che mi sembra di avere in questo momento".

"Io penso che Ronaldo ha fatto come il resto della squadra. Bene nei primi 30 minuti e poi si è un po' affievolito. Fa parte del momento e di una condizione fisica che non può essere ottimale. Il ragazzo è stato disponibile, generoso, ha fatto un grande dispendio energetico anche nella fase difensiva. A livello quantitativo fisicamente ha fatto una buona prestazione, manca un po' l'aspetto qualitativo ma quello in questo momento sta mancando a tutti i nostri giocatori e penso a tutti i giocatori della Serie A che vengono dall'inattività, è tutto nella norma. Il talento è cristallino, non penso che possa essere inficiato dal giocare 3 m dentro o 3 m più fuori. Come ho detto prima la richiesta era più che altro di una posizione difensiva diversa, non di una posizione offensiva diversa".


"Ai ragazzi dirò che abbiamo giocato sette mesi e poi abbiamo fatto tre mesi di lockdown per arrivarci a giocare questa partita. È il momento di tirare fuori tutto quello che abbiamo, che non è probabilmente il nostro 100%. ma se abbiamo dentro il nostro 90% domani dobbiamo tirarlo fuori tutto. Abbiamo giocato tutta la stagione per arrivare a questa fase in corsa per tutto. Questo è già un merito, visto che ci siamo in corsa per tutto, e ora bisogna tirare fuori quel qualcosina in più per andare a prendere più trofei che possiamo".

"In stagione, al di là di qualche partita che abbiamo sbagliato, ma quello fa parte del gioco: quando una squadra fa 60 partite in una stagione, 4 o 5 prestazioni in cui non ti viene fuori niente ci sono e ci sono per quasi tutte le squadre, il nostro percorso è stato buono. I risultati sono, per un allenatore alla prima stagione alla Juventus, i migliori degli ultimi 50 anni. Anche se nessuno se lo ricorda, era dal '55 che un allenatore esordiente nella Juventus non faceva questa media punti. Quindi bisogna anche essere soddisfatti. Poi è chiaro che, lavorando in un ambiente in cui la vittoria diventa quasi un'abitudine, diventa tutto più difficile nell'immaginario collettivo. Però dagli addetti ai lavori ai tifosi, bisogna sempre ricordarsi che la vittoria non è scontata, non è mai la normalità, è sempre un evento eccezionale, e va vissuto come un evento eccezionale. Siamo arrivati qui e vogliamo trasformare questo lungo percorso in qualcosa di tangibile, di concreto. Dal punto di vista tattico non c'è una possibilità di cambiare in profondità qualcosa in questo periodo, visto che gli allenamenti collettivi non sono stati 100 e visto che da qui in avanti non ci sarà neanche più la possibilità di lavorare, visto che le partite saranno tutte una ravvicinata all'altra. Dal punto di vista mentale abbiamo passato tutti un periodo strano, difficile. Dipende dalla sensibilità di ognuno poi quanto difficile. Sono quei periodi inaspettati della vita in cui ti trovi di fronte a qualcosa di mostruoso e di inatteso e da questi periodi non esci come prima, nel senso che hai la possibilità di diventare una persona migliore ma c'è anche la brutta possibilità di diventare anche una persona peggiore. Ho trovato dei ragazzi migliori, più aperti e più sorridenti, più disposti al dialogo, più disponibili. Probabilmente anche io ho fatto un percorso, perché mi sono reso conto in queste settimane di essere molto più paziente con loro, molto meno intransigente, forse penso sia dovuto al percorso che abbiamo fatto negli ultimi mesi".

"Abbiamo fatto i primi 20/30 minuti con l'aggressività in zone alte di campo, tanto che anche in parità numerica la supremazia territoriale era attorno al 80%. Vuol dire che avevamo preso la partita in mano con una determinazione, una convinzione e una cattiveria che a volte ci è mancata. Poi la partita è stata condizionata da 1000 altri fattori: una condizione fisica che in questo momento non è eccezionale, un risultato che ci garantiva la finale, una sensazione in campo che gli avversari in inferiorità numerica non ci potevano creare grandissime difficoltà e questo penso che ci abbia condizionato anche la prestazione, che non ci abbia portato a richiedere al nostro fisico Il 110%, perché c'erano tutti i presupposti per andare in finale senza spendere tutto. Una partita condizionata nell'aspetto generale da quello che sapete e nello specifico dalle situazioni contingenti all'eliminazione diretta".

"Higuain vediamo oggi ma penso di no, visto che fino a ieri ha fatto lavoro completamente differenziato, non era insieme al gruppo. Aspettiamo i verdetti per oggi ma non penso che ci siano grandissime novità. Abbiamo avuto il rientro di Ramsey per 20 minuti insieme ai compagni, ma ieri era il primo giorno quindi vediamo se ci sarà disponibilità perlomeno per un piccolo spezzone di partita o se ancora non è il momento. Questo dipenderà dalla discussione che avremo stasera con il ragazzo, con le sue sensazioni e con i medici, per avere anche qualche riscontro in più".


"La sensazione della partita di Napoli è una sensazione brutta perché abbiamo fatto una brutta partita, abbiamo perso, abbiamo commesso degli errori che con una squadra di palleggiatori come il Napoli non si devono commettere, perché ci siamo allungati, ci siamo allargati, abbiamo perso compattezza, gli abbiamo concesso contropiedi facili, abbiamo preso un gol da un cross nostro e vuol dire che sotto la linea della palla non eravamo sicuramente messi nella maniera giusta. A questo tipo di squadre questo non si può concedere, è una squadra che se sbagli la pressione esce bene in palleggio e se sbagli la distribuzione fa contropiedi rapidi e pericolosi, e questo si è visto anche l'altra sera con l'Inter. Una serie di piccoli errori che non vanno assolutamente commessi nella partita di domani".

"Mertens è un grande giocatore. Era chiaro che sarebbe arrivato a questo obiettivo. Un obiettivo che prima aveva Hamsik, due giocatori che sono entrati di diritto nella storia del Napoli. Mertens ha fatto benissimo, ha avuto la capacità di trasformarsi in un giocatore diverso da quello che era prima, con le qualità di base che aveva è esploso definitivamente".

"Gattuso mi piace molto: ragazzo schietto, che solitamente parla diretto. Viste le mie caratteristiche mentali, é una persona che mi piace parecchio. Non sono sorpreso da quello che sta facendo perché secondo me aveva già fatto molto bene anche al Milan".

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