• Simone Avsim

Sarri pre Juventus-Lione: "Il risultato dell'andata consente al Lione di giocare al meglio"


La conferenza stampa di Maurizio Sarri pre Juventus-Lione di Champions League, giovedì 6 agosto 2020


Sarri: "Per battere il Lione occorre una grande prestazione. È una squadra che durante la stagione si è evoluta molto come solidità difensiva, da quando giocano con i tre difensori centrali difendono con grande intensità ed efficacia, hanno giocatori tecnici e anche di accelerazione per le ripartenze. È una partita difficile con un risultato difficile all'andata, da giocare con grande lucidità e pazienza".


"Higuain e Pjanic sono in crescita: Higuain dopo un periodo difficile ha avuto la possibilità di mettere dentro un po' di minuti, dal punto di vista fisico è in crescita; Pjanic dopo un periodo in cui forse era anche un po' stanco fisicamente e mentalmente negli ultimi tempi l'ho rivisto abbastanza efficiente".


"Domani è impossibile giocare con leggerezza, occorre lucidità che è qualcosa di leggermente diverso".


"Non c'era niente di particolare da dire a Ronaldo, si sta allenando nella maniera giusta. Ieri gli ho visto fare un gol in allenamento di una bellezza assoluta. Mi sembra che mentalmente stia approcciando nella maniera giusta. È un ragazzo che ha fatto tantissime partite in pochissimo tempo, anche lui ha fatto giustamente un paio di giorni di riposo. Poi ha ripreso ad allenarsi con una bella intensità e un buon vigore".


"Non sappiamo se Dybala sarà tra i convocati, è nelle mani dello staff medico. Ieri gli hanno fatto fare qualcosa anche in campo. In questo momento so solo che proveremo il recupero fino a domani mattina, vediamo l'evoluzione oggi e quello che potrà fare domattina, poi vediamo il livello di disponibilità e ne parleremo con lui e con i dottori".


"Cuadrado può giocare sia in attacco che in difesa, ci sono tutte e due le possibilità. Penso che partirà dall'inizio ma non abbiamo ancora deciso se in attacco o in difesa".


"Abbiamo fatto la partita d'andata con il pubblico mentre il ritorno senza, però le condizioni sono queste. Giocare una partita di Champions senza pubblico è una cosa non bella da vivere dal campo. Tutte le partite senza pubblico mettono un po' di tristezza, la Champions che è la manifestazione per club più importante al mondo lo richiederebbe ancora di più. Ne dobbiamo fare a meno. Speriamo che nell'arco di poco tempo ci siano le condizioni perché il pubblico possa tornare negli stadi. È anche veramente difficile psicologicamente e mentalmente giocare sempre a porte chiuse".


"Non ho pensato che possa essere la mia ultima partita sulla panchina della Juventus. Con questa domanda stai dando dei dilettanti ai dirigenti della Juventus. Penso di avere a che fare con dirigenti di grandissimo livello che non fanno delle valutazioni su una partita e il singolo episodio. I nostri dirigenti avranno già fatto le loro valutazioni e se la valutazione è il cambiamento lo faranno indipendentemente dal risultato di domani, se la valutazione è il proseguimento la decisione la prenderanno indipendentemente dal risultato di domani. Altrimenti li consideriamo dei tifosi che fanno delle valutazioni emotive".


"Il Lione da quando ha iniziato il percorso con i tre difensori centrali ha trovato una grandissima solidità, riescono a difendere bassi con grande intensità ed efficacia, riescono a ripartire bene, hanno giocatori tecnici come Depay, giocatori di gamba con buone accelerazioni. Il risultato dell'andata purtroppo per noi gli permette di fare forse la partita che più rispecchia le loro caratteristiche. Non ho visto uno stravolgimento rispetto alla partita di andata da parte loro, il rientro di Depay per loro è importante. È sicuramente una partita difficilissima, per il risultato dell'andata e per le caratteristiche di questi avversari. Però è possibile".


"È una partita importante. Era importante vincere lo scudetto quindi abbiamo giocato partite importanti per quell'obiettivo. Sarebbe bellissimo andare in Portogallo alle final eight, quindi è una partita importante per quello che rappresenta, perché andare là sarebbe nel entrare nell'elite europea e di conseguenza mondiale. Ci teniamo tantissimo ma non è la partita più importante da quando alleno la Juventus".


"Sono agnostico rispetto allo scetticismo verso la Juventus: non leggo niente, non guardo niente. Mi riguarda poco, siamo molto contenti di aver vinto forse il campionato più difficile della storia della Serie A per una serie di avvenimenti che ci sono stati in questa stagione. Siamo in un ambiente che negli ultimi anni era abituato a vincere, quindi tutto viene molto attutito da questa abitudine alla vittoria, che non ci dovrebbe essere perché la vittoria è sempre un evento straordinario che non può essere mai trattato come un evento ordinario".

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