• Simone Avsim

Sarri pre Genoa-Juventus: "Consapevoli della difficoltà della partita"


La conferenza stampa integrale di Maurizio Sarri pre Genoa-Juventus di Serie A, lunedì 29 giugno 2020


Sarri: "Non so se domani sarà il giorno del record per Buffon. Non abbiamo ancora deciso ma visto che come minimo ha 48 partite a disposizione penso che il giorno arriverà tranquillamente e in questa stagione. Per domani non abbiamo ancora deciso. I programmi iniziali con i portieri stanno un po' cambiando in base alle sensazioni di Claudio Filippi, però sinceramente non abbiamo deciso ancora".


"Non penso che solo la Juventus faccia fatica a giocare a Genova contro il Genoa, penso sia difficile per tutti: è una squadra che nelle partite casalinghe nell'ultimo anno ha fatto bene, è difficile giocare là. La partita è complicata come lo sono sempre in queste fasi finali della stagione le partite in trasferta contro le squadre che stanno lottando per la salvezza: dobbiamo avere la consapevolezza della difficoltà della partita, non ci possiamo aspettare qualcosa di diverso. Penso che i ragazzi siano molto consapevoli di questo, da qui dobbiamo costruire le basi per la nostra partita. Se ci aspettiamo qualcosa di semplice siamo sulla strada sbagliata".


"Qualche avvicendamento: 'qualche' è la parola più giusta. In questo momento numericamente non ci possiamo permettere di alternare più di due o tre giocatori, non c'è questa possibilità. Nell'ultima partita avevamo in convocazione 14 giocatori di campo, 3 portieri e 3 ragazzi della Under 23. In questo momento non abbiamo molte variabili. Tra quei 14 c'erano due giocatori che avevano fatto due allenamenti. In questo momento possiamo solo pensare a uno o due cambi, non vedo la possibilità di farne di più. Speriamo nei prossimi 7-8 giorni di recuperare qualche altro giocatore per avere più possibilità di scelta".

"Il fattore campo continua ad esserci. È vero che devi fare a meno della spinta del pubblico, ma è altrettanto vero che puoi fare affidamento sulle tue piccole certezze in casa: il tuo spogliatoio, i tuoi punti di riferimento in campo. Sono piccole abitudini che dànno delle sicurezze ai giocatori, un po' meno rispetto a prima ma sicuramente il fattore campo può ancora incidere un po'".


"Higuain sta meglio. L'unica incertezza è sulla tenuta del giocatore su un minutaggio più elevato, su quello qualche incertezza ce l'abbiamo".


"Ho risposto anche nei giorni scorsi alla domanda su Pjanic: penso che se questo trasferimento verrà ufficializzato Pjanic sarà contento, perché va a finire la carriera in una grandissima squadra. Una carriera straordinaria, un giocatore che ha giocato nella Juventus e nel Barcellona, se va a buon fine. Il ragazzo può essere contento di questa soluzione. Per quanto riguarda me, sono sereno: Pjanic è un ragazzo a cui piace giocare a calcio, un ragazzo serio, un ragazzo intelligente. La possibilità che lui non ci dia il 101% delle sue possibilità in questi due mesi sinceramente non la vedo".


"Su Arthur c'è poco da commentare: si sta parlando di due ragazzi che per 2 mesi ancora dovranno giocare nelle rispettive squadre, è bene che tutti e due si concentrino su quello che hanno da fare ora e non su quello che avranno da fare a settembre o ottobre, visto che hanno da fare ancora molto nelle rispettive squadre. Non voglio stare qui a parlare di mercato, di acquisti. Anche perché all'apertura del mercato mancano ancora due mesi e alla chiusura del mercato ne mancano tre, io in questi tre mesi devo giocare delle partite importanti. Se sto a spendere energie mentali e nervose per il mercato, la vedo difficile. Anche perché tra l'altro è una cosa che non mi dà gusto. Capisco che l'opinione pubblica anche per colpa vostra è stata abituata negli ultimi anni a parlare solo ed esclusivamente di mercato e quindi si è appassionata al mercato, ma come dico sempre ai miei amici se 'parliamo 10 anni di calci d'angolo la gente al bar parla solo di calci d'angolo'. Capisco che la gente sia appassionata al mercato, ma ritengo che bisognerebbe farla appassionare anche al calcio, che è sempre l'aspetto più importante. Lasciamo perdere le valutazioni per il momento, qualcuno dello staff sicuramente studierà a fondo questo giocatore per avere le idee chiarissime quando sarà il momento e quando arriverà. Per il resto godiamoci Pjanic in questo finale di stagione".

"Io penso che siamo ancora nella fase in cui si deve trovare il massimo della condizione fisica e questo vale per tutte le squadre. In questo momento molto probabilmente non fa neanche male ai giocatori giocare così spesso, come può invece succedergli in un normale precampionato quando si gioca ogni tre giorni nella seconda parte della preparazione. Passando le giornate si prospetterà il problema inverso, il problema di giocatori che arriveranno piano piano in condizione ma andranno ad accusare poi l'accumularsi delle partite. Stiamo cambiando tutto, soprattutto la gestione dei post partita, per cercare di recuperare più velocemente possibile. Di allenamenti è difficile anche parlarne, perché quando giochi così spesso la possibilità di andare ad allenamenti impegnativi che ti dànno la certezza se un giocatore è in grande condizione e ha recuperato completamente, non c'è. È difficile. È tutto un lavorare di scarico e di preparazione alla partita successiva e anche la preparazione alle partite diventa meno accurata, perché spesso c'è un allenamento solo per preparare la partita perché gli allenamenti precedenti sono di recupero. C'è la novità delle cinque sostituzioni, cosa da maneggiare con cura, perché ho visto spesso squadre e risultati stravolti con queste cinque sostituzioni. Analizzando bene quello che è successo in Bundesliga prima che le cinque sostituzioni iniziassero da noi, ho visto un dato che mi ha un po' sorpreso: che le 5 sostituzioni erano utilizzate solamente dalle squadre di terza fascia, le squadre di prima fascia ne utilizzavano al massimo quattro o tre. Bisognerebbe anche andare ad un'analisi più attenta, probabilmente le squadre di prima fascia cambiavano di più nell'undici iniziale, quindi avevano meno bisogno di sostituzioni. È un'esperienza nuova, a rischio cazzata. Come tutte le cose su cui non abbiamo vissuto, fare un errore diventa estremamente facile. Però è anche un'esperienza stimolante da cui probabilmente, se ne usciamo vivi, abbiamo qualche conoscenza in più dopo da poter sfruttare negli anni successivi".


Bentancur l'ho visto crescere abbastanza velocemente. Mi aspettavo un giocatore forte, mi ha sorpreso perché è ancora più forte di come mi aspettavo. Mi sembra che in questi mesi ci abbia messo sopra convinzione e personalità, ma questo fa parte del percorso: il ragazzo era giovanissimo, ora comincia ad avere 22-23 anni, comincia ad avere più partite addosso, più esperienza addosso e sta tirando fuori più personalità. Un giocatore che ci può sorprendere ancora in futuro perché secondo me ha ancora dei margini. Sono contentissimo di lui. Sembra che stia bene, ha fatto due giorni di scarico attivo, non aveva dolori quindi sembra che tutto sia stato più un crampo e non è un problema".


"Ramsey sta meglio. L'ultimo ingresso rispetto all'ingresso di Bologna ha fatto vedere qualcosa di meglio, l'ho visto un po' più vivo e frizzante ma anche su di lui, visti i pochi allenamenti che ha fatto con la squadra, l'incognita minutaggio esiste. Sono valutazioni da fare: se è meglio spararlo mezz'ora nel finale quando i ritmi vanno ad abbassarsi, o è meglio spararlo per 50-60 minuti nella parte iniziale. Valutazione che faremo nelle prossime ore, però mi sembra che abbia preso la strada giusta".

"Io penso che in questo momento Dybala e Ronaldo possono anche giocare, il problema si porrà tra due o tre partite e questo è indubbio. Non penso che in questo momento ci sia ancora il problema di sovraccarico per i motivi di cui abbiamo parlato prima, però poi nel lungo periodo Higuain per spezzoni lunghissimi di partita è indispensabile".

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