• Simone Avsim

Sarri: “Mi sono divertito”

La conferenza stampa di Maurizio Sarri post Inter-Juventus 1-2, 06.10.2019

Foto: @juventustv su Twitter

Sarri: “Mi è piaciuta la personalità, al di là della qualità della prestazione. Oggi non era semplice impattare la partita così, contro una squadra forte che aveva sempre vinto in un ambiente carico, pieno di entusiasmo. Per noi l’impatto con la partita poteva essere estremamente pericoloso e invece l’abbiamo fatto con personalità. Mi è piaciuta molto la reazione dopo il gol dell’1-1: abbiamo ripreso a giocare, abbiamo ripreso in mano la partita, abbiamo fatto una buona prestazione e penso che il risultato sia la logica conseguenza della prestazione. Farlo contro una squadra così forte in uno stadio così carico ed importante non è semplice, neanche se ti chiami Juventus. Sono contento di questo, abbiamo fatto dei passi in avanti nelle idee che stiamo cercando di portare avanti dall’inizio della preparazione. Penso che da quel punto di vista abbiamo ancora qualche margine”.

“Sono convinto per forza che questa partita conti zero per lo scudetto: è una classifica con 31 partite da giocare e 93 punti a disposizione. In questo momento stiamo parlando di una classifica che non ha valenza, estremamente bassa. L’aspetto importante di oggi non è la conseguenza che ha la partita sulla classifica, ma la prestazione. È una prestazione confortante a cui c’è da dare seguito”.

“L’importanza di Inter-Juventus è la stessa di Juventus-Napoli: questa partita ci dà indicazioni più forti, con il Napoli è stata una partita in cui abbiamo avuto sprazzi di gran calcio, amnesie, momenti di vuoto, quindi era una partita che per gli sprazzi di qualità era positiva, per i momenti di vuoto era negativa; questa è una partita più di sostanza, una partita più vera, giocata con un’altra personalità. Ci dà più consapevolezza questa, più sicurezza questa rispetto all’altra”.

“Io sono abituato a vivere nello scetticismo: sono arrivato a Empoli che venivo dalla C, sono arrivato a Napoli che venivo da Empoli, vado al Chelsea e venivo dal Napoli. Quindi ero sempre quello che doveva dimostrare molto di più rispetto agli altri. Avendo una carriera che inizia dal basso penso sia anche abbastanza normale. Lo scetticismo è amplificato poi dal fatto che io negli ultimi anni in Italia ero stato l’avversario diretto più vicino alla Juventus. Mi sembra che rientrava tutto nella normalità, perlomeno per me rientrava tutto nella normalità. Sono contento dei tifosi perché so che questa è una partita a cui tengono tantissimo. Mi fa piacere anche per i tifosi, soprattutto per i tifosi. A livello di gruppo, questo è un gruppo che lavora molto bene che ha un livello di professionalità, anzi un livello di applicazione durante gli allenamenti che io ho visto raramente, anche squadre molto meno importanti, anche in gente che ha vinto molto meno. Il fatto che la gente entra dalla panchina con questo piglio e poi è decisiva rientra in quel modo di allenarsi. Sono molto contento per altri giocatori, per Emre che in due o tre partite sta entrando con una determinazione forte, feroce. Per Bentancur che oggi l’abbiamo speso in ruolo anche abbastanza inedito, anche se l’ha fatto qualche volta in nazionale. La situazione ce l’ha richiesto perché dopo un quarto d’ora del secondo tempo la mia sensazione era che bisognava provarle tutte per vincere, perché stavamo avendo in mano la partita e l’inerzia della partita mi sembrava completamente in mano nostra. Abbiamo provato una soluzione estremamente offensiva, probabilmente l’ho provata io troppo tardi perché Dybala ha cominciato ad essere stanco. A quel punto della partita la sensazione era che Brozovic cominciasse a toccare qualche pallone di troppo e abbiamo cercato di riequilibrare la squadra con Bentancur. Anche perché Ramsey durante una fase preliminare di riscaldamento alla fine del primo tempo ha sentito un problemino all’adduttore abbiamo preferito non rischiarlo”.

“Per quanto riguarda le mie dichiarazioni, ho detto che potevano giocare insieme Higuain, Dybala e Ronaldo, ma era compito mio anche salvaguardare l’equilibrio della squadra. Quando tre giocatori hanno doti tecniche straordinarie, possono giocare insieme. Poi è chiaro che l’inerzia della partita ti porta momenti in cui lo possono fare con profitto e momenti in cui bisogna andare sicuramente ad altri tipi di soluzioni. Stasera mi sembrava obbligatorio provarle tutte perché mi sarebbe dispiaciuto con questa prestazione uscire da qui con un punto solamente”.

“Io cerco di esaltare il talento individuale, poi è chiaro che l’organizzazione di una squadra è importante. È altrettanto chiaro che l’organizzazione di una squadra senza talento probabilmente rimane un’organizzazione sterile, quindi è importante che i giocatori abbiano qualità e che siano messi in condizione di esprimerla. È chiaro che se c’è uno spartito da seguire dal quale puoi andare a improvvisazione jazzistica, penso che sia l’ideale per un giocatore di talento”.

“Quando una squadra fa così tanti punti, che giochi così male ho qualche dubbio. Che poi la Juve l’anno scorso abbia vinto con tante giornate d’anticipo e abbia lasciato nella parte finale della stagione delle sensazioni forse peggiori rispetto alla stagione che ha fatto, questo può succedere. Però questi giocatori hanno qualità. È chiaro che possono tirare anche fuori un calcio di qualità, un calcio importante. Non l’ho rivista nella sua pienezza, ma penso che l’azione del secondo gol sia un’azione molto bella, è un’azione molto simile a quella del gol annullato che mi è sembrata un’azione altrettanto bella. Quando giocatori di qualità si mettono a disposizione l’uno dell’altro, è chiaro che può venir fuori una sinfonia bella”.

“A tratti stasera mi sono divertito. A tratti perché il mio obiettivo sarebbe divertirmi per 90 minuti. Gli altri non sono sempre così d’accordo sul far divertire noi per 90 minuti. Stasera abbiamo giocato contro una squadra forte, quindi divertirsi per 90 minuti era dura. Che sarebbe stato un’alternanza tra divertimento e sofferenza era palese”.

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