• Simone Avsim

Sarri: “La squadra deve cambiare modo di pensare”

Foto: @juventusfc su Twitter

La conferenza stampa di Maurizio Sarri post Juventus-Inter, 24.07.2019

Sarri: “De Ligt ha fatto la parte di partita in cui abbiamo fatto peggio. Mi sembra che non abbia nessuna responsabilità su questo. Cristiano ha fatto la solita partita di ottimo livello. La sensazione è che possiamo migliorare molto nelle giocate offensive, nel giocare più in velocità, cosa che lo esalterebbe ancora di più”.

“Tutto sommato abbiamo fatto una partita simile a quella che abbiamo fatto contro il Tottenham, con un primo tempo sotto ritmo, con difficoltà a difendere in zone alte di campo e quindi poi di conseguenza costretti difendere più bassi. Abbiamo fatto molto bene la prima mezz’ora del secondo tempo, con più coraggio, con più propensione alla pressione in zone alte di campo, propensione dei difensori esterni a scivolare sui loro quinti e quindi in quella fase di partita siamo riusciti a prendere in mano la partita. Penso che è proprio in questo che dobbiamo migliorare: nella capacità di accorciare su chi fa partire la pressione, nella capacità di andare a recuperare più palloni in avanti. E’ una squadra che si deve abituare a difendere quello che ha in faccia, non quello che è alle spalle. E’ chiaro che gli si sta chiedendo di cambiare modo di pensare e non è semplice vederlo applicato in tempi molto brevi, però sono partite che secondo me lasciano anche il tempo che trovano perché la condizione fisica non è ottimale. Il caldo era mostruoso, il terreno oggi sinceramente non era neanche di ottimo livello. Quindi era tutto difficile. In più ho fatto un errore io stamani perché li ho costretti a fare l’allenamento: abbiamo fatto solo 45 minuti di allenamento ma ad una temperatura mostruosa, e quindi probabilmente l’abbiamo anche pagato”.

“Gigi penso che durante la partita nei secondi 45 minuti non ha fatto neanche un intervento, se non un tiro da fuori anche piuttosto facile. Poi ai rigori si è esaltato. E’ un combattente, ne ha presi… penso ne ha parati tre e mezzo su sei, perché aveva preso anche l’ultimo rigore. Questa è la forza di questo giocatore stupendo e di questo ragazzo stupendo: è un combattente nato e nel momento di necessità si è fatto trovare lì pronto”.

(tra primo e secondo tempo) “Ho solo detto che in questo momento della stagione si possono accettare tutti gli errori dal punto di vista materiale e quindi dal punto di vista dei movimenti, dal punto di vista tecnico. Però non volevo vedere passività, volevo vedere una squadra che poteva anche sbagliare ma difendendo in avanti, senza andare sempre all’indietro come abbiamo fatto nel primo tempo. I ragazzi hanno recepito e hanno fatto un secondo tempo diverso”.

“Rabiot ha fatto il primo tempo sul centro-destra e poi Pjanic aveva un leggero affaticamento ai flessori e abbiamo cambiato la posizione in campo ed è andato a fare il centrocampista centrale. Tutto sommato lo ha fatto anche piuttosto bene: ha fatto secondo me una buona partita. E’ chiaro che è un ragazzo che ha giocato pochissimo durante questo 2019 e quindi ha dei margini di miglioramento enormi. Sinceramente da centrocampista centrale ha sorpreso anche me perché l’ho visto molto a suo agio”.

“Le rotazioni dei tre davanti dipendono molto dalla posizione in cui si trova Cristiano nel momento in cui finisce l’azione e nel momento in cui perdiamo palla: viene chiesto costantemente agli altri due di avere grande attenzione e di adeguarsi costantemente, quindi ci sono questi adeguamenti a volte con Mandzukic o Higuain a sinistra o con Bernardeschi dalla parte opposta, e rimangono così per qualche minuto fino a quando non hanno il tempo materiale per rimettersi a posto. Ma penso che sia qualcosa che si continuerà a vedere”.

“La scelta è stata chiara fin dall’inizio. Io ho parlato con Buffon durante l’estate. I termini della nostra discussione erano abbastanza chiari: il nostro portiere in carica è Szczesny. Chiaramente Buffon sarà tenuto in forte considerazione e durante la stagione penso che farà sicuramente le sue partite, però ho voluto essere chiaro con Gigi fin dall’inizio, e lui è un ragazzo stupendo perché ha detto che in questo ruolo avrebbe guadagnato molto di più in altri club ma lui voleva tornare alla Juventus a tutti i costi”.

“Le difficoltà sono quelle di una mente che era abituata a giocare in un altro modo e quindi fa difficoltà a proiettarsi in poco tempo in questo nuovo modo di pensare. Poi nel calcio quando pensi sei sempre in ritardo e quindi c’è da trasformare un nuovo modo di pensare in nuovi automatismi, che probabilmente quando diventano automatismi vengono fatti nei tempi giusti. Oggi vedo giocatori che sono sempre nell’incertezza se andare in avanti o andare indietro. Il ché vuol dire che in questo momento stanno pensando perché non hanno ancora assimilato in automatico questi movimenti. Ma penso che sia un processo molto molto normale”.

“Ronaldo è un ragazzo facile da allenare perché è un ragazzo… prima di tutto è uno che ancora si diverte a giocare a calcio e secondariamente è uno sempre molto disponibile. E’ un giocatore che si allena con grande livello di intensità, quindi è abbastanza facile allenarlo. Poi chiaramente a livello tattico siamo noi che dobbiamo adeguarci a quelli che sono i suoi movimenti. Questo è un giocatore che ci deve fare la differenza. Lui si prende tutte le responsabilità sapendo di doverci fare la differenza e con gli altri dieci ci dobbiamo organizzare un po’ meglio perché lui, nella fase offensiva, deve essere libero di muoversi in maniera molto fantasiosa”.

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