• Simone Avsim

Sarri: “Dovevamo chiudere la partita”

La conferenza stampa di Maurizio Sarri post Juventus-Parma 2-1, 19.01.2020

Foto: @juventustv su Twitter

Sarri: “L’ultima cosa di cui ho voglia di sentir parlare è campionato chiuso, campionato riaperto tutte le domeniche. Ci sono 54 punti a disposizione quindi +3 +4 +5 è la stessa cosa in questo momento. Era una partita importante da vincere ma tutta l’importanza era lì. Per il futuro non c’è assolutamente niente da dire, abbiamo fatto una partita più sporca rispetto alle ultime uscite, abbiamo avuto l’opportunità di chiuderla sia nel finale di primo tempo sia nello spezzone di partita dopo il 2-1. Ho cercato di mandare il segnale alla squadra di chiudere velocemente dopo il gol del 2 a 1 inserendo Higuain e quindi giocando con 3 punte, perché non chiudendola era chiaro che contro una squadra fisica come loro i 5 minuti finali potevano essere un momento di grande sofferenza e l’abbiamo avuto. L’aspetto positivo in questo momento e mi sembra che siamo più capaci di soffrire rispetto a due mesi fa”.

“Penso sia un discorso di mentalità però sono sempre dell’idea che le partite che aggredisci, le partite in cui anche se siamo in vantaggio continui ad avere il predominio, continui a giocare, sono le partite in cui spendi meno fisicamente a patto che tu abbia la capacità di rimanere corto e non prendere le ripartenze, e spendi meno mentalmente perché la nostra testa fa molta più fatica a correre dietro ad un avversario che sa giocare a calcio che non a giocare a calcio. Alla fine penso che se riesci ad avere un grande predominio sulla partita il dispendio di energie è minore. Poi ci sono chiaramente dei modi di giocare dei tipi di squadre che qualche problematica te la possono creare anche loro, sono una squadra che sulle pressioni ti vengono via l’unghia, hanno molti riferimenti fisici davanti, sulle palle ferme sono fisici e pericolosi. Le problematiche possono venire fuori anche dal modo di giocare degli avversari e il dispendio energetico lo stesso, però per mentalità io preferisco la squadra che continua a giocare ma che continua a giocare nella metà campo avversaria, non come facciamo noi a volte in questo tipo di situazione, ci mettevamo a palleggiare al limite della nostra area favorendo una grande pressione. Dopo 4-5 passaggi se si esce velocemente bene, sennò si rischia, quindi dovrebbe essere il contrario: uscire velocemente e poi andare al lungo palleggio nella metà campo avversaria”.

“Su Ronaldo c’è un fatto di condizioni fisiche, di condizione mentale e fisica perché lui ha avuto un periodo in cui è riuscito a guarire dall’acciacco che aveva avuto, un periodo in cui è riuscito ad allenarsi con continuità nelle due settimane in cui non abbiamo avuto partite infrasettimanali, e quindi ha ritrovato grande brillantezza fisica e poi essendo un animale che si nutre di goal il fatto di aver cominciato a segnare così a ripetizione l’ha messo anche in grandissima fiducia. È in grandissima condizione mentale, mi sembra che abbia fatto 11 gol in 6 o 7 partite, numeri fuori categoria. Penso sia un connubio tra la condizione fisica che è riuscito a raggiungere e la condizione mentale che ci ha aggiunto alla fiducia quando ha cominciato a segnare con questa ripetitività”.

“Contro la Lazio abbiamo sbagliato una partita e mezzo. L’avversario può essere in condizioni quanto vuole, ma noi siamo in grado di contrastare qualsiasi avversario. Poi si può perdere chiaramente, ma di contrastarlo sicuramente l’abbiamo fatto nella partita di Roma per 65 minuti quando eravamo in parità numerica, non l’abbiamo fatto in Arabia. Io parto dal presupposto che noi le abbiamo sbagliate le due partite o perlomeno una partita e mezzo”.

“Rabiot è una caratteristica che deve migliorare perché neanche in passato è stato un giocatore che ha segnato tantissimo, anche nel campionato francese non è riuscito a segnare tantissimo. È qualcosa su cui deve sicuramente migliorare avendone tutte le caratteristiche, perché è un giocatore fisico, un giocatore che ha resistenza, è un giocatore che ha qualità tecniche. Quindi su quello deve lavorare e deve migliorare. L’importante in questo momento è che stia salendo così di rendimento, sta diventando un giocatore molto affidabile, molto miglioramento nella fase difensiva, qualcosa da migliorare ancora negli inserimenti, però sta diventando un giocatore molto affidabile”.

“Alex Sandro in questo momento non so come sta. Dopo pochi minuti ha detto che aveva dolore la chiara sensazione che non ce la poteva fare e quindi a un certo punto invece di tenerlo in campo a soffrire, anche perché lui a un certo punto faceva segno di sostituirlo, l’abbiamo sostituito. Però ancora non ho visto il dottore, penso di parlarci quando rientriamo al centro sportivo, ma in questo momento non ho indicazioni da dare”.

“Se dybala era arrabbiato pazienza. Funziona che io vado a letto e dormo. Se n’è parlato 1000 volte, non escono contenti dal campo, poi a volte voi giornalisti ci costruite parecchio sopra, a volte uno è incazzato perché ha sbagliato l’ultimo pallone e voi ci fate una telenovela. Ma sono tutte cose molto normali. Secondo me non andava scuoiato neanche l’altra volta infatti lo dissi. Gli si fa una bella parte con la voce e la faccia incazzata ma poi deve finire lì”.

“Rabiot nelle ultime 8 partite ne ha fatte 7 da titolare, prima era rotto quindi aveva margini per motivi fisici. Danilo ha 1200 minuti in campo, non sta giocando pochissimo. de Ligt in 27 partite ne ha giocate 22 da titolare. Il ragazzo che un certo punto ha bisogno di tirare il fiato, ne abbiamo parlato anche altre volte: è un ragazzo che giocava partite in continuazione ma non spendeva solo energie per le partite, doveva imparare un’altra lingua, un altro modo di giocare, un altro modo di allenarsi, un’altra mentalità, un’altra cultura. Per 3-4 mesi ha speso energie mentali, nervose, fisiche a dismisura, quindi ha avuto bisogno di tirare il fiato per una ventina di giorni, anche complice qualche acciacco di tipo fisico perché fra la spalla e le problematiche al bacino, al pupe ha avuto un periodo in cui si poteva anche allenare poco. Ora ha ripreso quella crescita continua che aveva interrotto per 20 giorni”.

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