• Simone Avsim

Sarri: “Dobbiamo lavorare sia sulla fase difensiva che su quella offensiva “

La conferenza stampa di Maurizio Sarri post Juventus-Genoa 2-1, 30.10.2019

Foto: @juventustv su Twitter

Sarri: “Mi sembra che stasera abbiamo cambiato sei giocatori rispetto a quelli che hanno giocato l’ultima partita. Primo tempo l’abbiamo fatto un po’ sotto ritmo, soprattutto l’uscita da dietro era era troppo lenta. Poi ci abbiamo messo sopra una pressione che nelle intenzioni la pressione alta era buona ma era buona più nelle intenzioni che non nei movimenti e quindi alla fine contro una squadra che ha un buon palleggio li abbiamo fatti uscire dalle pressioni un po’ troppo spesso. Nel secondo tempo però ho visto un’intensità diversa, anche se poi a un certo punto non era neanche facile dare un grande ritmo perché loro ci aspettavano molto bassi. Abbiamo ricreato tante situazioni gol, ne abbiamo sfruttate anche stasera pochissime. I problemi sono rimasti gli stessi, problemi di sfruttare poi le seconde palle gol perché anche stasera abbiamo segnato molto poco in relazione a quello che abbiamo creato, l’altro problema è quello che basta che gli avversari abbiano una minima reazione dopo il nostro gol del vantaggio e in 5 minuti troviamo modo di pareggiare la partita. Poi bisogna essere contenti della aspetto caratteriale della squadra, perché la squadra ha voluto la vittoria fino alla fine”.

“Dell’episodio di Cassata non penso niente perché se poi andiamo a valutare gli episodi bisognerebbe valutarne 10 e non mi sembra il caso. Ci sono state due o tre decisioni secondo me un po’ affrettate, un po’ severe, però questo è stato il metro di arbitraggio di stasera”.

“Io ho dei numeri diversi spettro Lega Calcio, ho il 52% di possesso palla per noi. Però ho anche un dato più importante di quello del possesso palla che è la supremazia territoriale che è un 75/25. Quindi il possesso del Genoa è stato molto nella propria metà campo, il possesso della Juventus è stato molto nella metà campo avversaria. Però dopo che li avevo visti nell’ultima partita se ne stava parlando con la squadra in fase di preparazione che questa è una squadra che ha un palleggio che non lascia pensare alla classifica che ha. Ha buone qualità tecniche nell’individualità e poi c’ha questa capacità di portare tanti giocatori intorno alla palla e uscire da situazioni complicate. È una squadra che per atteggiamento e per qualità non sembra di bassa classifica”.

“Non sento la mancanza né di Higuain né di Pjanic, perché si sta parlando di giocatori che erano fuori, quindi bisogna concentrarsi su quelli che sono a disposizione. Davanti abbiamo giocato con Dybala e Ronaldo con Bernardeschi dietro, poi Douglas Costa, due interni di centrocampo molto offensivi. È chiaro che l’assenza di Pjanic ci toglie un pizzico di qualità e ci toglie un pizzico di tempi, perché i tempi con cui muove la palla Pjanic sono più veloci e quindi ci può velocizzare la manovra. Gonzalo è uno che in queste partite e soprattutto gli ultimi 35-40 minuti ci riempie l’area per caratteristiche un po’ più degli attaccanti che ci sono in campo stasera, però alla fine avevamo soluzioni. È chiaro che poi c’è Ramsey che è di rientro, Douglas Costa che con noi ha fatto due allenamenti, che hanno pochi minuti nelle gambe e io pensavo che stavo esagerando quando l’ho messo e mancava più di mezz’ora dalla fine Ramsey, poi il ragazzo sinceramente ha reagito bene fino alla fine. Però per mentalità bisogna arrivare a non pensare mai a chi manca”.

“Sì a tratti c’è stata eccessiva ricerca di giocate individuali, poi nell’ultima mezz’ora la partita era diventata talmente monocorde da parte nostra che abbiamo anche giocato con una formazione estremamente offensiva: abbiamo giocato con due interni molto offensivi e un trequartista che prima era Berna e poi era Douglas, abbiamo giocato con due attaccanti che per caratteristiche hanno innata l’iniziativa individuale e che solitamente la fanno anche su ottimi livelli. La partita si è messa in un modo che abbiamo fatto quello, però era anche la situazione in cui la capacità di saltare un uomo negli ultimi 20 metri di campo era determinante e quindi era anche accettabile che i ragazzi andassero anche quella soluzione”.

“Non penso che questa partita si stata uno spartiacque o un campanello d’allarme. Dentro questa partita ci sono quei difetti che noi abbiamo in questo momento ma che avevamo anche nelle partite precedenti. C’è da lavorare su questi, non possiamo creare 8-9 palle gol più degli avversari ed essere a rischio sul risultato: vuol dire che ci manca un pizzico di determinazione, di sacrificio, di applicazione in fase difensiva e ci manca un pizzico di cattiveria nella fase offensiva. È questo su cui dobbiamo lavorare, però erano difetti che nelle ultime 4-5 partite erano palesi anche prima di questa partita”.

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