• Simone Avsim

Sarri: “Dobbiamo combattere l’appagamento inconscio”

La conferenza stampa di Maurizio Sarri pre Juventus-Udinese, 14.12.2019

Foto: @juventustv su Twitter

Sarri: “Che contro squadre di medio-bassa classifica abbiamo un approccio non corretto non è un’opinione, è un riscontro. Se si ripete due o tre volte vuol dire che non è più casuale, quindi noi dobbiamo metterci una pezza e migliorare da questo punto di vista. È chiaro che le partite di Champions portano via molto energie, soprattutto dal punto di vista mentale e dal punto di vista nervoso. È altrettanto chiaro che bisogna cercare di fare un passo in avanti da questo punto di vista. Luca Gotti è un ragazzo di un’intelligenza straordinaria, l’anno scorso al Chelsea ho avuto l’opportunità di lavorare con lui e con Zola, due personaggi che ci hanno dato molto. Senza di loro probabilmente il cammino del Chelsea sarebbe stato peggiore sicuramente. Quindi sono contento che abbia questa grande opportunità, che lui mi dicono non vorrebbe neanche avere, ma ha un’intelligenza spiccata”.

“Aggressiva non ha niente a che vedere con offensiva e offensiva non ha niente a che vedere con gli attaccanti che metti. Offensiva è la mentalità. Per me il modulo più difensivo del mondo è il 343. La mentalità offensiva è una mentalità, non è certo mettere un attaccante in più o in meno. Ho sempre detto che per far giocare contemporaneamente questi 3 giocatori (Higuain, Dybala e Ronaldo, ndr) ci vogliono determinate condizioni che a volte saremo bravi a capire, a volte saremo meno bravi a capire. Ci deve essere il presupposto perché noi si possa pensare che in campo ci siano tali condizioni”.

“Douglas Costa e Bentancur stanno bene con presupposti diversi: Bentancur è stato fermo 3 giorni, Douglas Costa è stato fermo 20 giorni. Uno stop di tre giorni per quanto riguarda Bentancur per novantanove probabilità su cento non va a incidere sulla condizione fisica, uno stop di 20 giorni sì. Ieri si sono mossi bene tutti e due, si è mosso abbastanza bene anche Douglas Costa. Ho la riserva sulla tenuta”.

“Bentancur diventerà un giocatore top, è un giocatore che ha qualità fisiche assolutamente sopra la norma, ha delle qualità tecniche assolutamente sopra la norma, tatticamente sta crescendo, a livello di personalità sta crescendo. Se il ragazzo ha un’evoluzione normale, io sono certo che diventerà un giocatore top”.

“Ramsey fino ad oggi non è stato a disposizione, ha fatto tutti allenamenti differenziati con i riabilitatori. Procede, dalle relazioni che ho, piuttosto bene. Oggi farà una piccola parte dell’allenamento insieme al gruppo, una parte sempre personalizzata. Vediamo per domani se c’è la possibilità di portarlo in panchina o meno”.

“Per Ronaldo vediamo. In questo momento sta recuperando bene dalle partite, è cresciuto notevolmente a livello di condizione fisica, la sua sensazione era che il recupero in questo momento è molto più veloce, più rapido rispetto ai recuperi di cui aveva bisogno dopo i 90 minuti fino a 20 giorni fa. Valuteremo nei prossimi giorni in base a come esce dalle partite ma la sensazione su di lui è di grande crescita”.

“Rabiot non mi ha assolutamente deluso mercoledì. È un ragazzo che ha avuto problemi di ambientamento nel nostro calcio ma quello è abbastanza normale. Nel momento in cui dava la sensazione di essere in crescita ha avuto un infortunio, quindi è un ragazzo che è uscito da un infortunio. Ha una struttura fisica notevole, è chiaro che gli potesse mancare un po’ di brillantezza. Non a caso ha fatto più fatica nel primo tempo quando contava più la brillantezza che la resistenza e nel secondo tempo a livello di tenuta perlomeno è venuto fuori abbastanza bene. Un ragazzo che ha qualità, è un introverso quindi ci metterà qualche mese a trovarsi a pieno agio in una realtà nuova, ma è un ragazzo che ha prospettive senza dubbio. Emre ne abbiamo parlato più volte: purtroppo ha vissuto una delusione forte, ha fatto fatica ad andare oltre, a venire fuori da questo momento di grande delusione che ha avuto e domani vediamo. Uno dei due sicuramente giocherà, ma nel corso della partita probabilmente tutti e due”.

“Non ho grandi idee sull’Udinese di Tudor perché eravamo molto lontani dal giocarci contro e non l’ho mai studiato approfonditamente. È una squadra pericolosa perché sa chiudersi, sa fare densità e ha due attaccanti che per caratteristiche sono pericolosi anche in situazioni apparentemente non pericolose, uno perché è bravissimo nel proteggere palla e far salire la squadra e lavorare di sponda e l’altro perché velocissimo e tempista nell’attacco della profondità. Quindi qualsiasi palla lunga hanno due attaccanti che per caratteristiche la possono trasformare in un’azione pericolosa. È una squadra con cui dovremo giocare con grande attenzione alle posizioni sotto la linea della palla”.

“Il sorteggio di lunedì in questo momento non mi interessa. Sono contento per il calcio italiano perché si torna portare 3 squadre agli ottavi di finale. Può essere il segnale di un risveglio, forse ci manca come avevamo negli anni novanta la certezza di essere protagonisti fino alla fine, ma sicuramente a livello di movimento è un segnale che stiamo ricrescendo. Il sorteggio mi interesserà da domani sera perché in questo momento la testa deve andare al campionato per tutti i motivi che abbiamo detto fino a questo momento. Se io sono il primo a parlare di Champions è chiaro che non dò un grande segnale ai miei giocatori”.

“In Champions non sempre trovi squadre così aperte: il Bayer Leverkusen è una squadra che fa del possesso palla l’arma migliore, è la squadra che in Bundesliga ha più possesso palla e quindi ha più la tendenza a giocare che non a chiudersi in densità. La Lokomotiv è una squadra diversa, che aveva la tendenza più a chiudere e a coprire gli spazi. In parte può essere vero ma io non credo che se una squadra si chiude la squadra forte debba andare in difficoltà. È chiaro che tutte le squadre, anche le più forti, finché non sbloccano il risultato la mancanza di spazi la soffrono, però se bastasse chiudersi i grandi cicli non sarebbero mai esistiti. Invece sono esistiti e quindi vuol dire che non basta chiudersi. A livello mentale inconsciamente può darsi che dopo aver vinto tanto in Italia la mente possa andare inconsciamente a un obiettivo diverso, ma questo lo dobbiamo combattere. Se vogliamo essere competitivi in Europa bisogna essere vincenti in Italia”.

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