• Simone Avsim

Sarri: “Contro un 532 era normale non trovare spazi”

La conferenza stampa di Maurizio Sarri post Juventus-Fiorentina 3-0, 02.02.2020

Foto: @juventustv su Twitter

Sarri: “Preparando questa partita ci siamo resi conto che loro solitamente difendono in grande densità con il 532 in zone piuttosto basse di campo, per vie centrali era difficile trovare grandi spazi e soluzioni. Avendo Douglas Costa che in questo momento è in crescita abbiamo scelto questa soluzione per dare un po’ più di larghezza alla nostra fase offensiva. Quando tieni fuori Dybala vai a letto bestemmiando perché è qualcosa di pesante e lo ha fatto vedere anche negli ultimi 20 minuti quando è entrato. Abbiamo tante soluzioni offensive, tutte di grandissimo livello, difficili da mettere insieme per le caratteristiche di questi giocatori. Quindi vediamo di riuscirci in base alla partita che abbiamo di fronte. Questa secondo noi era una partita per Douglas Costa: ci ha dato equilibro, è venuto spesso a fare il quarto centrocampista e questo ci ha dato equilibrio. L’aspetto maggiormente positivo di questa partita, avendo visto tutte le partite della Fiorentina sotto Iachini, è quello di non aver concesso ripartenze: abbiamo corso un rischio nel primo tempo, una grande parata di Szczesny, ma non su una ripartenza, su una situazione in area che veniva da un fallo laterale. A livello di ripartenze non abbiamo concesso nulla”.

“Dobbiamo essere noi a mettere Ronaldo in condizioni, con entrambi i moduli. Cristiano giocando da punta di centrosinistra nell’1-2 è nelle sue condizioni normali, quelle che predilige. Quando andiamo con le tre punte come oggi, lui deve fare l’attaccante esterno e gli va concesso di venire molto dentro al campo, per cui dobbiamo dare equilibrio e lasciarlo nelle condizioni in cui può essere più pericoloso: questo compito oggi era di Douglas Costa ed ha fatto piuttosto bene”.

“Non devo replicare nulla a Commisso. Io guardo la partita: abbiamo fatto il 70% di possesso palla, il 79% di supremazia territoriale, abbiamo giocato 58 palloni nell’area avversaria contro 11 loro. Il risultato è una logica conseguenza”.

“Che la manovra potesse venire lenta è scritto in cielo quando una squadra ti aspetta in 532 negli ultimi 30 metri di campo: o vai a mettere palla in area e fai una guerra fisica, o devi avere la pazienza di girare il pallone finché non trovi uno spazio in cui andare a giocare. La cosa succede a tutte le squadre del mondo e non l’hanno fatto neanche subito, perché nella parte iniziale del secondo tempo la situazione era la stessa. Dopo, con l’ingresso di Vlahovic, la situazione tattica è un po’ cambiata: c’erano più spazi e secondo noi in panchina la conseguenza logica per noi era togliere l’attaccante che avevamo messo per attaccargli la profondità sul corto per cercare di allungarli, anche perché è una cosa che loro solitamente soffrono, e andare dentro con un attaccante che viene più incontro, perché gli spazi davanti ai tre difensori cominciavano ad aprirsi, e quindi entrato Dybala per Higuain”

“Solitamente alla Fiorentina nel periodo mio di Napoli ci faceva fare sempre partite spettacolari: 3-3 a Firenze, mi ricordo un 2-1 a Napoli che fu premiato come la partita più bella dell’anno, poi la partita maledetta è stata una ma quello fa parte della normalità. Tutti noi sui campi della serie A prima o poi ci perdiamo la partita. Non ho mai visto la Fiorentina come uno spauracchio”.

“Se mi metto a parlare della Champions lancio un messaggio devastante alla squadra: si smette di parlare di campionato, abbiamo una semifinale di Coppa Italia e una partita di campionato importantissima. Noi dobbiamo pensare a questo, anche perché se vogliamo arrivare pronti alla Champions dobbiamo far bene in questo ciclo di partite e arrivarci con la testa giusta e con la mentalità giusta, con le gambe giuste. Quindi pensiamo a tutto quello che viene prima e poi sappiamo tutti che la Champions per noi è qualcosa di importantissimo, sappiamo tutti però anche che è difficilissimo: si va incontro a squadre forti, ad eliminazioni dirette, si va incontro a ogni alito di vento che ci potrebbe tener dentro o mettere fuori. Prima pensiamo a quello che dobbiamo fare, c’è da fare tre o quattro partite di campionato importanti, c’è da fare una semifinale di Coppa Italia d’andata importante. Cerchiamo di mettere a posto questo ciclo di partite perché se lo facciamo la logica conseguenza è che arrivano pronti alla partita di Champions”.

“Visto in velocità per me era rigore, poi mi fermo qui. L’arbitro ha fischiato, è andato a rivedere al VAR, ha anche confermato la decisione quindi non voglio entrare nelle polemiche del presidente, non mi interessa. Mi interessa molto di più i numeri che ha espresso il campo e i numeri sono piuttosto positivi”.

“Io sono contento 10 del mercato, dal 2 di gennaio, perché il direttore aveva detto che il mercato della Juve era chiuso. Mi dispiace un po’ per i giornalisti perché se non parlate di mercato vi vedo nei guai, visto che ormai parlano tutti solo ed esclusivamente di mercato. Lo ritengo semplicemente un’aberrazione, perché il bello del calcio è il campo e non il mercato. Questo si sta perdendo un po’ di vista, anche perché i contenuti delle trasmissioni sono sempre più proiettati in quella direzione e allora la gente come conseguenza si appassiona più di calciomercato che non delle partite sul campo, a me questo sinceramente non piace molto”.

“Siamo la squadra che ha la più alta percentuale di uscite rasoterra da dietro, quindi il lancio lungo non è una delle opzioni a cui ricorriamo spesso. Ci andiamo qualche volta con Bonucci che ha la palla più precisa, ma anche per, avendo tanti attaccanti che prediligono venire incontro, togliere un po’ di aggressività alle linee avversarie, perché se ogni tanto li allunghi e gli fai vedere che hai anche l’opzione di andargli sopra molto probabilmente quando vai incontro si fidano meno a venirti ad aggredire. Quindi è anche un qualcosa per creare un’alternativa e per non creare facilità, visto che noi 9 palle su 10 andiamo verso la palla con gli attaccanti per non creare facilità per loro nel venirci ad aggredire mentre riceviamo di spalle. Però non ci ricorriamo tantissimo perché alla fine è vero che prendi una linea alta ma è anche vero che vai a un lancio in cui la palla sta in aria tre secondi e gli avversari hanno modo di rimediare. L’attacco della profondità che fa male è quello che viene dalla trequarti campo: lì se ti prendono i tempi sei morto, non hai tempo di rimediare”.

“Su Ronaldo abbiamo fatto un lavoro per riportarlo nella migliore condizione possibile, perché con il ginocchio è stato fuori per una ventina di giorni e questo non gli ha concesso di giocare in libertà e allenarsi con continuità. Da lì abbiamo fatto un percorso prima di tutto per togliere questo fastidio che lui aveva e poi abbiamo fatto un percorso per allenarlo, ma soprattutto in base alle sue caratteristiche lui è esplosivo quindi è giusto che si alleni per esaltare quelle caratteristiche, non ha bisogno di lavori particolarmente lunghi. È un ragazzo che si dedica quotidianamente oltre all’allenamento collettivo a quello individuale, quindi appena ha avuto modo di allenarsi in maniera proficua con continuità la condizione gli è cresciuta a dismisura nel giro di 20 giorni”.

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