• Simone Avsim

Pirlo: "La mia Juve farà possesso e recupero palla immediato"


La conferenza stampa di Andrea Pirlo per l'inizio della stagione 2020/2021, martedì 25 agosto 2020


Pirlo: "Voglio riportare un po' di entusiasmo, quello che magari è mancato nell'ultimo periodo. Il mio modo di giocare? Voglio proporre un calcio propositivo con grande padronanza del gioco, come ho detto ieri ai ragazzi velocemente. Ho detto loro 'due cose voglio dirvi: una è che bisogna sempre avere il pallone, la seconda è che quando si perde bisogna recuperarlo velocemente'; queste due cose sono state le prime cose che ho detto di tattica a loro e sono le cose a cui credo. Penso siano le cose più importanti a livello più che altro mentale da far entrare nella squadra. Nuovo Pirlo? Ne abbiamo tanti di giocatori bravi, non con le mie caratteristiche però sono campioni e andranno sfruttati per quello che sono".


"Arthur è un bravo giocatore, lo abbiamo visto e ammirato nel Barcellona e nella Nazionale negli ultimi anni: è un centrocampista di costruzione che può ricoprire più ruoli, da regista a mezzala, anche centrocampista a due. I giocatori di qualità possono ricoprire più ruoli, lui è uno di questi e tornerà molto utile durante la stagione".


"Non ho avuto tempo di pensare al passaggio tra Under 23 e prima squadra, perché è stato tutto molto veloce: quando mi hanno chiesto se ero convinto di poter fare l'allenatore della prima squadra mi sono buttato a capofitto e non ho pensato a nient'altro, quindi non ho avuto il tempo di fare questo tipo di scelta. Ho pensato che sono convinto di essere al posto giusto al momento giusto e quindi altri pensieri non ne ho avuti. Riguardo agli aspetti tattici, il modello non è fisso: potremo giocare sia a quattro che a tre in difesa, magari difenderci a quattro e impostare a tre. Mi piace un calcio di rotazione con gente in movimento, che abbia voglia di attaccare e la gioia di riconquistare il pallone come quando lo hai in possesso. Deve essere una cosa mentale da lavorare tutti i giorni e che venga naturale durante le partite, avere voglia di tenere la palla ma la stessa voglia di recuperarla velocemente. I giocatori questo lo sanno, hanno le caratteristiche per farlo. Il modello di gioco potrà variare di partita in partita".


"Con Ronaldo ci eravamo sentiti qualche giorno fa, prima di iniziare per salutarci, per dargli gli orari degli allenamenti e ieri abbiamo fatto una chiacchierata, come con gli altri, sul campo e abbiamo parlato un po' di tutto, del presente, del passato, da persone normali. Poi avremo tempo durante le prossime settimane di andare più specifici sugli aspetti tecnico-tattici. Dybala non è mai stato un problema, mai stato sul mercato, siete voi che ogni tanto mettete queste voci in giro. Per me è un giocatore importante come gli altri, appena rientrerà farà parte del progetto".


"A inizio campionato si parte tutti da zero punti, i punti bisogna conquistarseli, non importa chi dànno per favoriti all'inizio. Le gare vanno giocate, non è un problema che si dia l'Inter per favorita. È stato un anno difficile e sarà difficile il prossimo, questo COVID ha fatto saltare tutti i piani sia a livello di preparazione che di partite, bisognerà programmare bene come fare le partite da giocare e la preparazione. Abbiamo persone adatte a questo e ci stiamo preparando per far sì che vada tutto bene".


"Mi sono sentito subito a mio agio, l'ho detto anche alla squadra che fino a qualche tempo fa ero dalla loro parte mentre da ieri sono diventato il loro allenatore. Era un po' strano per loro, non per me. Io mi sentivo bene anche perché conoscevo tante persone, soprattutto all'esterno della squadra che avevano lavorato con me e per me, quindi non è stato un problema. Anzi, mi sono sentito proprio bene".


"Adesso non sono ancora a disposizione tutti i ragazzi. Stiamo facendo lavori a gruppetti ma appena avremo tempo inizieremo a metterci in campo e a preparare qualcosa. Ho sempre detto che giocatori di qualità possono giocare insieme in qualsiasi squadra, basta che ci sia sacrificio e abnegazione di tutti. Più giocatori di qualità ci sono, maggiori possibilità ha la squadra di vincere all'interno di una struttura di gioco con certi obiettivi da raggiungere. Sacrificio e voglia di lavorare per la squadra a prescindere da tutto".


"L'entusiasmo bisogna portarlo giorno per giorno. Bisogna lavorare, parlare tanto con i giocatori, far capire loro certe situazioni, certe dinamiche di gioco, ma non solo: renderli partecipi negli allenamenti ma soprattutto far rientrare in testa il nostro nuovo modo di giocare. La cosa più importante da fare in questo periodo, che non ne abbiamo tanto, è quello di parlare e fargli capire cosa vogliamo effettivamente. Sarà un lavoro sul campo ma tanto anche di rapporti umani e parlando di certi tipi di cose tattiche e psicologiche. Gli obiettivi della Juve sono sempre quelli di cercare di vincere. Non è facile ma siamo qua per quello".


"Io sono l'allenatore, è normale che voglia certi tipi di giocatori. Sto parlando con la società, ci sono obiettivi ma non vengo qua a dirlo a voi... Sono l'allenatore, è giusto che abbia delle idee in testa e certi giocatori da cercare di prendere".


"C'è pochissimo tempo, alla fine di questa settimana andranno in nazionale e torneranno il 9-10 di settembre. Ci saranno 10 giorni per preparare il campionato, dovremmo sfruttare tutti i momenti, tutti i giocatori che avremo a disposizione per arrivare alle prime partite di campionato ed essere pronti. Avremo modo di studiare in questi giorni. Per quanto riguarda la Juventus di Conte, magari poter raggiungere quel tipo di voglia e di coesione di tutto il gruppo! Però lo spirito deve essere quello, avevamo formato una grande squadra con grandi principi, con grandi valori ed è quello che mi piacerebbe riportare in questa Juventus: questo DNA del lavoro, del sacrificio, della voglia di lavorare uno per l'altro. Perché solo così si possono raggiungere obiettivi".


"La scelta di Tudor è stata una mia scelta. Avevo bisogno di un assistente con esperienza, che avesse già fatto l'allenatore in prima da qualche parte, che fosse anche stato un ex calciatore, un ex difensore anche per guardare un po' alla fase difensiva e soprattutto che avessi un certo tipo di personalità all'interno dello spogliatoio e all'interno del campo; in più era anche un ex juventino, quindi era la persona perfetta per entrare nel mio staff".


"Con Higuain ho parlato, è una persona che ammiro tantissimo, ha fatto un ciclo importante qui, è stato un grandissimo giocatore però parlando anche con il ragazzo abbiamo deciso che le strade si devono separare. Lui è stato un grandissimo campione però i cicli finiscono, è stato messo da parte ma da persone serie ci siamo parlati negli occhi e abbiamo deciso di prendere questa decisione. Mentre per quanto riguarda Khedira, è infortunato. Vedremo un attimo quando starà meglio il da farsi".


"Non bisogna fare nessun patto con i miei ex compagni, bisogna fare un patto con la squadra. Ma come ho già detto prima bisogna tornare ad avere voglia di fare sacrifici e rendersi disponibili a tutto. Non c'è bisogno di parlare solo con i vecchi compagni, si parla di squadra, si parla con tutti, dal più giovane al più vecchio. Quando c'è un obiettivo bisogna raggiungerlo con tutti e parlare con tutti".


"Dalla Champions League si è visto che il Bayern era la squadra più forte ma già si era visto durante la fine del lockdown: squadra propositiva con calcio europeo, con la voglia di attaccare con tanti giocatori, gente che aveva voglia di correre, di buttarsi negli spazi e questo è il calcio europeo di adesso: se non corri, se non hai qualità e se non hai voglia di recuperare la palla velocemente, fai fatica. Il Bayern invece aveva tutto questo".


"Se sono veramente predestinato in panchina dipenderà dai risultati. Quella è la cosa che mi è stata detta da giocatore e si è avverata. Spero che possa essere anche da allenatore. Credo nelle mie possibilità e quindi sono sicuro di poterlo raggiungere anche da allenatore".

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