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Juventus-Napoli 3-0: quale può essere l'esito del ricorso del Napoli ||| Avsim Zoom


A seguito della sentenza del giudice sportivo Serie A Gerardo Mastrandrea, pubblicata con comunicato 65 del 14.10.2020, nella quale venivano inflitte alla SSC Napoli "le sanzioni previste dall'art. 53 NOIF per la mancata disputa della gara in oggetto (Juventus-Napoli del 04.10.2020, ndr), in particolare la perdita della gara per 0-3 e la penalizzazione di un punto in classifica per la stagione 2020/2021", la medesima SSC Napoli ha annunciato la presentazione di un reclamo alla Corte d'appello sportiva nazionale, giudice di seconda istanza per le questioni devolute dal Codice di Giustizia Sportiva al Giudice sportivo nazionale. Qual è l'iter del reclamo e quali possono essere gli esiti rispetto alla decisione di primo grado?


Ai sensi dell'art. 71 del CGS, la SSC Napoli dovrà presentare reclamo alla CAS entro 5 giorni dalla pubblicazione della sentenza che si intende impugnare, ossia entro e non oltre il giorno 19.10.2020 incluso; laddove il Napoli dovesse legittimamente optare per il reclamo d'urgenza, ai sensi dell'art. 74 CGS dovrà presentarlo entro la mezzanotte di oggi 15.10.2020, giorno feriale successivo alla sentenza da impugnare. Nel primo caso (procedimento ordinario), la CAS dovrà fissare l'udienza, che si svolge in camera di consiglio, per la discussione del reclamo entro i 5 giorni successivi alla presentazione (non alla scadenza del termine) dello stesso, scegliendo una data che ricada entro i 15 giorni dal deposito del reclamo: quindi nel caso di specie l'udienza (e di conseguenza la decisione) della CAS non potrà aversi oltre il 03.11.2020, ma realisticamente anche prima. In caso di procedimento d'urgenza, invece, l'udienza dovrà essere fissata entro i 2 giorni successivi alla presentazione del reclamo e dovrà essere tenuta entro 7 giorni dal deposito (quindi non si andrebbe oltre il 23.10.2020).


Quali decisioni può assumere la CAS? È bene precisare che, ai sensi dell'art. 72 CGS, "La Corte sportiva di appello a livello nazionale ha cognizione del procedimento di primo grado limitatamente ai punti della decisione specificamente impugnati": ciò significa che sarà cura e onere della SSC Napoli presentare il miglior reclamo possibile in punto di diritto, se vorrà veder modificata la sentenza del GS in proprio favore, non commettendo errori nella scelta delle argomentazioni da sottoporre all'attenzione della Corte. All'esito del giudizio, nell'ambito del quale non è possibile presentare domande nuove rispetto a quanto oggetto del primo grado ma è possibile presentare nuova documentazione qualora la stessa sia assolutamente rilevante (art. 71, comma 4, CGS), la CAS potrà assumere diverse tipologie di decisioni ai sensi dell'art 73, comma 2, CGS:

  1. "se valuta diversamente, in fatto o in diritto, le risultanze del procedimento di primo grado, riforma in tutto o in parte la decisione impugnata, decidendo nuovamente nel merito con possibilità di aggravare le sanzioni a carico dei reclamanti". Si tratta del caso tipico in cui la Corte può ritenere che la sentenza del Giudice sia "sbagliata" perché sono stati ricostruiti o interpretati male i fatti e/o valutate o applicate male le norme: in questo caso la sentenza può essere modificata ma anche in senso peggiorativo per il reclamante, ipotesi tuttavia impraticabile nel caso di specie in quanto le NOIF per la mancata disputa di una partita prevedono una ed una sola possibile sanzione (3-0 a tavolino e -1 in classifica).

  2. "se rileva motivi di inammissibilità o di improcedibilità del ricorso, annulla la decisione impugnata senza rinvio". Si tratta di un'ipotesi che non dovrebbe incorrere nel caso del Napoli, poiché il giudizio di primo grado è stato correttamente instaurato sulla base del referto arbitrale; a nulla dovrebbe rilevare il fatto che il GS ha ritenuto incidentalmente inammissibile il reclamo sulla regolarità della gara presentato dalla SSC Napoli "trattandosi di strumento chiaramente dedicato alla contestazione di gare disputate".

  3. "se rileva che il Giudice sportivo nazionale non ha provveduto su tutte le domande propostegli, non ha preso in esame circostanze di fatto decisive agli effetti del procedimento o non ha motivato la propria decisione, riforma la pronuncia impugnata e decide nel merito". Si tratta di un'ipotesi secondaria ma molto vicina a quella di cui al punto 1, nel caso in cui emerga che la sentenza di primo grado non sia completa o non abbia tenuto conto di fatti decisivi che il GS avrebbe dovuto conoscere (ad esempio, una errata o mancata valutazione di parte del carteggio con l'ASL e la Regione prodotto dalla SSC Napoli).

  4. "se ritiene insussistente la inammissibilità o la improcedibilità dichiarata dal Giudice sportivo nazionale o rileva la violazione delle norme sul contraddittorio, annulla la decisione impugnata e rinvia per l’esame del merito all’organo che ha emesso la decisione". Quest'ultima ipotesi sicuramente non potrà verificarsi, in quando il GS non ha dichiarato inammissibilità o improcedibilità né ha violato le norme sul contraddittorio, bensì ha deciso nel merito.

A parere di chi scrive, l'unico appiglio da parte del Napoli contro la sentenza del Giudice Mastrandrea può essere relativo alla comunicazione della ASL Napoli 2 Nord di sabato 3 ottobre alle 16,03: se i legali della società partenopea riusciranno a dimostrare che già quel documento era idoneo a vietare oggettivamente la partenza della squadra per Torino, si potrebbe profilare un riconoscimento della causa di forza maggiore (ex art. 55 NOIF) da parte della CAS, ritenuta invece insussistente da parte del GS, annullando così il 3-0 a tavolino e il punto di penalizzazione. Ma si tratta di un'eventualità molto difficile, stante l'ottima motivazione della sentenza reclamata e l'evidente significato da attribuire alle comunicazioni con l'ASL.


Chi deciderà sul reclamo del Napoli? Altra questione rilevante è la composizione della Corte d'appello sportiva, nel senso di quali giudici persone fisiche si troveranno a valutare il reclamo e prendere quindi la decisione definitiva sulla vicenda: va ricordato infatti che lo Statuto FIGC pone un vincolo che impedisce a tutti i soggetti della Federazione di ricorrere alla giustizia ordinaria per controversie, appunto, federali (il Napoli non può ricorrere al TAR, pena altri 3 punti in meno in classifica).

Il punto è importante dopo le dichiarazioni del presidente della Corte d'appello sportiva FIGC Piero Sandulli all'emittente campana Radio Punto Nuovo il 5 ottobre 2020 (all'indomani della mancata disputa della partita): secondo Calcio e Finanza, il giudice Sandulli ebbe infatti a dire "A me sta commentare solo quello che farà la Corte Sportiva: se sarà chiamata a valutare la questione tra Juventus-Napoli o meno. La Corte valuterà i fatti, a meno che non venga trovata una soluzione negoziale tra Ministero e Lega Serie A, come si deciderà nella riunione di oggi. Se la questione non verrà risolta in quella sede e anche il giudice di primo grado non riuscirà a porla in chiaro, allora l’iter vedrà una delle due squadre appellarsi alla Corte Sportiva. Poi prenderemo le carte e le valuteremo in merito, per un bilanciamento tra materie interne ed esterne alla giustizia sportiva. Non posso dire od opinare altro. Spero si trovi una soluzione, con il protocollo e tutto, non bisogna lasciare che la classifica venga scritta dal Covid". È soprattutto quest'ultima frase che lascia perplessi e fa presagire a molti tifosi della Juventus che la decisione della CAS possa essere inficiata da pregiudizi. In altre parole, può un giudice che ha già espresso il proprio convincimento su una vicenda essere formalmente colui il quale dovrà prendere la decisione definitiva in merito?

Per rispondere alla domanda, dobbiamo partire dal fatto che la CAS è suddivisa in tre sezioni, di cui la prima con 9 componenti e le altre due con 8, ciascuna con il proprio presidente e vicepresidente e competenze decisionali stabilite di anno in anno dal Consiglio Federale. Se non pare esservi traccia in rete della decisione del CF per la stagione in corso circa l'attribuzione delle competenze per materia alle tre sezioni, da un'occhiata alle decisioni assunte nelle ultime settimane sembrerebbe che la terza sezione sia deputata alle questioni relative ai campionati dilettantistici, la seconda alle questioni relative alla Serie C, la prima alle questioni relative alla Serie B e alla Serie A. Sandulli risulta essere il presidente proprio della prima sezione. Dunque potrebbe essere un collegio composto anche dalla sua persona a giudicare sul reclamo della SSC Napoli, se lo stesso pres. Sandulli non dovesse decidere, ai sensi dell'art. 70, comma 4, CGS, con motivato decreto di rimettere la questione alle sezioni unite in quanto di particolare rilevanza (nel qual caso sarebbe comunque lui il presidente).

Ma Sandulli potrebbe essere ricusato? Secondo l'art. 45, comma 5, CGS, "I componenti degli organi di giustizia sportiva sono tenuti alla più rigorosa osservanza dei principi di riservatezza e non possono rilasciare dichiarazioni agli organi di stampa ed altri mezzi di comunicazione in ordine ai processi in corso o a quelli nei quali siano stati chiamati a pronunciarsi", mentre secondo il successivo comma 7 "Ai componenti degli organi del sistema della giustizia sportiva si applicano le norme in materia di astensione e di ricusazione previste dal Codice di procedura civile", segnatamente dall'art. 51 ma l'unica ipotesi che potrebbe rilevare in questo caso sono le "gravi ragioni di convenienza" dettate proprio dall'aver già detto come la pensa sulla vicenda. Ai sensi dell'art. 34, comma 3, dello Statuto FIGC, è la Commissione federale di garanzia ad avere poteri disciplinari in merito agli organi della giustizia sportiva, tra cui la CAS e i suoi componenti.


Non resta che attendere l'esito del giudizio, nella consapevolezza che qualsiasi decisione differente dal 3-0 a tavolino con 1 punto di penalizzazione per la SSC Napoli sarebbe contraria al Codice di giustizia sportiva e pericolosa per la regolarità dell'intero campionato di Serie A 2020/2021.

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